(Adnkronos) - Per le gare di valore inferiore ai 50 mila euro venivano invitate a partecipare 5 ditte 'amiche', 4 delle quali pero', fungevano da mere comparse. Infatti seguivano le istruzioni dell'Area gestione tecnica della Asl e quindi non presentavano offerte oppure presentavano offerte superiori a quella del vincitore predeterminato, in attesa che venisse il loro turno per l'aggiudicazione di altri lavori. Per agevolare il buon esito dell'illecito la commissione aggiudicatrice delle gare era composta dagli stessi appartenenti all'Area gestione tecnica, alcuni dei quali avevano anche costituito delle imprese (di cui erano titolari parenti o prestanomi) per poter partecipare alla spartizione con le forme apparenti del subappalto. In pratica fungevano allo stesso tempo da controllori e controllati. Varie sarebbero state le utilita' conseguite dai pubblici ufficiali indagati: quote societarie di un albergo, affidamento di lavori in sub appalto a ditte intestate a familiari e prestanomi, titolarita' di un'agenzia immobiliare, mobili, viaggi, preziosi. E' emerso anche un episodio di frode in pubbliche forniture: un vincitore di appalto avrebbe fornito a lungo materiale (pannoloni per incontinenti) di qualita' inferiore rispetto a quella promessa. In una conversazione telefonica poco edificante captata nel corso delle indagini uno degli indagati si paragona a Mercadet, personaggio di una commedia di Honore' de Balzac, il quale utilizzava il denaro degli altri per i propri scopi loschi.