(Adnkronos) - "I bandierai rappresentano un pezzo di storia di Firenze, sono unici - ha detto Giani - nel rappresentare la città per il preciso significato storico dei costumi e delle insegne. Sono conosciuti in tutta Italia, in Europa e anche oltreoceano; la loro - ha aggiunto Giani- è una 'lingua' che unisce, che non si traduce; tutti li possono capire e apprezzare, tutti si fermano a guardarli e ad ammirarne le fantastiche mosse". Giani ha spiegato anche le origini storiche dello sbandieramento che arriva dagli alfieri degli antichi eserciti che si esercitavano con le bandiere e i vessilli per mantenersi in forma". Orgoglioso di festeggiare i 40 anni dei Bandierai è il presidente del calcio Storico Michele Pierguidi. "Sono un vanto per la nostra città, ci rappresentano nel migliore dei modi e lasciano un ricordo bello di Firenze. Sono anche loro - ha aggiunto Pierguidi - che portano il Giglio più in alto possibile. E' dunque un grandissimo onore festeggiarli". L'idea di ripercorrere la storia del gruppo arriva dal presidente e vicepresidente dell'Associazione Amici Dei Bandierai degli Uffizi, rispettivamente Antonio Marrone e Filippo Giovannelli, i quali insieme ad Alessandro Baccani, Direttore Artistico di HeadLive (Società di produzione) hanno voluto immortalare e documentare su pellicola i 40 anni di amore per Firenze, il legame profondo con le sue tradizioni e la passione per quella Bandiera che ogni volta che volteggia in aria regala emozioni per chi esegue una coreografia studiata nei minimi dettagli e per chi invece ha il piacere di assistere ad ogni singolo gioioso volteggiare policromo dei drappi e ascoltare le musiche rinascimentali suonate dai tamburi. La Headlive ha affidato al regista Massimo Smuraglia, direttore e titolare della Scuola di Cinema "Anna Magnani" di Prato, la realizzazione di un cortometraggio della durata di 30 minuti nei quali si respira il rispetto per le tradizioni e la storia. La parte di fiction è scritta da Nadia dell'Oro. Voce Fuori Campo Matilde Olmi; camera Jonathan Chiti, Luca Improta, Sirio Zabberoni; montaggio Massimo Smuraglia.