Firenze, 14 nov. - (Adnkronos) - "Una scelta tutt'altro che condivisibile, che ci lascia amareggiati e deve far riflettere sul rapporto tra istituzioni e cittadini. Era preciso dovere dello Stato costituirsi parte civile nel processo della strage di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009 e in cui morirono 32 persone, la cui prima udienza dibattimentale si è tenuta stamani a Lucca. Era opportuno far capire che lo Stato non lascia soli i cittadini e bisognava rendere testimonianza di questo. Sarebbe stato un atto politico opportuno". Sono le parole con cui il segretario regionale toscano dell'Italia dei Valori Giovanni Fittante e la segretaria provinciale dell'IdV di Lucca Lara Fiorini commentano la decisione del Governo. "Decisione che ha suscitato lo sdegno dei familiari delle vittime. Tanto che il sindaco della città Leonardo Betti ha scritto al premier Enrico Letta per chiedergli di ripensarci", ricorda la nota dell'Idv Toscana. "Una richiesta a cui ci sentiamo di associarci - prosegue Fittante - poiché ci sembra davvero un atto dovuto, aldilà della questione dei risarcimenti. Perché una cosa è il danno economico, un'altra la partecipazione al lutto e al dolore di una comunità intera, che non deve sentirsi tradita. Chiediamo per questo al Governo e al Presidente Enrico Letta di tornare sui propri passi, nel nome di una buona politica di cui si avverte il bisogno".