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Reggio Calabria: si rivolse a cosche per scoprire rapinatori, chiesta condanna

domenica 26 maggio 2013

1' di lettura

Reggio Calabria, 22 mag. - (Adnkronos) - Dodici anni di reclusione e' la condanna richiesta dal pm Antonio De Bernardo per l'imprenditore Pietro Siclari, arrestato nel 2010 nell'ambito dell'operazione Entourage. L'indagine condotta dalla Dia inizio' dalle anomalie riscontrate nell'aggiudicazione degli appalti nella provincia di Reggio Calabria. Dalle intercettazioni in corso, si scopri' che l'imprenditore aveva avviato indagini parallele a quelle dei carabinieri per scoprire i responsabili di una rapina da 75mila euro subita nell'agosto 2006. L'imprenditore, secondo l'accusa, si rivolse a esponenti della cosca Libri di Reggio Calabria e alla famiglia Alvaro di Sinopoli. Aveva pianificato addirittura l'omicidio del presunto basista, individuato nel figlio di un suo dipendente. Del coinvolgimento di Antonio Cutri' come palo durante la rapina ha parlato il collaboratore di giustizia Marco Marino durante il dibattimento. Secondo l'accusa, l'imprenditore Siclari chiamo' il padre del ragazzo e lo invito' a dimettersi rinunciando alla liquidazione della buonuscita come ristoro del danno subito. Un comportamento che la procura qualifica come estorsione. Al processo ordinario erano imputati anche Pasquale Buda e Francesco Ranieri, ritenuti vicini alle cosche dell'area di Villa San Giovanni. Per entrambi l'accusa ha chiesto la condanna a 9 anni di carcere. La sentenza e' attesa per luglio.

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