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Mafia: pm Di Matteo, nel '93 non venne prorogato 41 bis per trattativa

domenica 26 maggio 2013

1' di lettura

Palermo, 24 mag.- (Adnkronos) -Con la decisione del governo di non rinnovare il 41 bis, cioe' il carcere duro per 334 detenuti per mafia nel 1993, "il Governo e i responsabili del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, decisero di assecondare il dialogo" tra lo Stato e Cosa nostra e "agirono nell'ottica di una trattativa". Cosi' il pm Nino Di Matteo nella lunga requisitoria del processo Mori a Palermo. Il magistrato non risparmia critiche al Governo e al Dap che allora decisero di non prorogare il 41 bis ai mafiosi. "Non si alzo' una sola felbile voce di protesta contro questa decisione - dice - neppure di critica della condotta dall'allora ministro della Giustizia Giovanni Conso. Insomma, nessuno si e' accorto di nulla. Fino a quando a capo del Dap c'era Nicolo' Amato c'e' stato un certo tipo di andazzo, mentre dopo con l'arrivo di Adalberto Capriotti e' stato proposto un segnale di distensione".

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