(Adnkronos) - Poi e' la volta delle dichiarazioni rese anni fa dalla vedova di Paolo Borsellino, morta di recente: "Mio marito mi dopo la strage di Capaci, tra la fine di maggio e l'inizio di gigno 1992, mi parlo' dell'esistenza di una trattativa tra Stato e mafia", aveva detto la signora Agnese. "Questa dichiarazione costituisce uno dei piu' importanti elementi di prova sul dato della progressiva e piu' specifica conoscenza, anche parziale, che il giudice Paolo Borsellino aveva della trattativa", spiega il magistrato. E' lo stesso Di Matteo a ricordare che il 25 giugno 1992 ci sarebbe stato un incontro tra Paolo Borsellino e l'allora capitano Giuseppe De Donno, cioe' l'ufficiale dei Carabinieri che con il generale Mario Mori, entrambi del Ros, avrebbero avviato una trattativa con Vito Ciancimino per fare terminare le stragi mafiose. "E quando il 28 giugno 1992 Borsellino incontro' in aeroporto il direttore generale del Ministero della giustizia Liliana Ferrara che gli parlo' di una richiesta da parte del Ros, Borsellino non si mostro' sorpreso ma rispose "Ci penso io", spiega ancora il pm. "Tra il 10 e il 12 luglio 192, cioe' una settimana prima della strage di via D'Amelio - dice ancora il pm Di Matteo - Borsellino incontro l'allora capo del Ros Antonio Subranni". Ed e' sempre la vedova Borsellino ad avere raccontato ai magistrati che il 15 luglio 1992 il marito le avrebbe rivelato che il generale Subranni fosse 'punciutu', cioe' affiliato a Cosa nostra". "Paolo Borsellino dopo la strage di Capaci - prosegue Di Matteo - si era chiesto se mentre lui continuava a combattere la mafia, parti dello Stato trattava con i vertici di Cosa nostra".(segue)