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Mafia: Firenze commemora vittime della strage di via dei Georgofili

domenica 26 maggio 2013

2' di lettura

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - Nel 1993 la mafia mise a ferro e fuoco l'Italia. Fra maggio e luglio cinque autobombe esplosero a Roma, Firenze e Milano: Le vittime furono dieci, tra cui due bambine e uno studente di 22 anni. I feriti decine. Nei mesi successivi cerco' di fare saltare in aria cento carabinieri allo stadio Olimpico di Roma e uno dei pentiti storici della mafia siciliana, Salvatore Contorno, ma non ci riusci'. Le esplosioni devastarono la Galleria degli Uffizi a Firenze (27 maggio 1993), la basilica di San Giovanni in Laterano e la chiesa di San Giorgio al Velabro a Roma, il padiglione di arte contemporanea a Milano (27-28 luglio 1993). Uno degli obiettivi che Cosa Nostra si proponeva era quello di costringere lo Stato a far marcia indietro sul cosiddetto 'carcere duro' per i boss mafiosi (previsto dall'articolo 41 bis dell'ordinamento penitenziario e che impediva ai detenuti per mafia di mantenere i collegamenti con l'ambiente di provenienza) e sulla legge sui pentiti. Allora lo Stato non si arrese al ricatto. E pochi anni dopo, esattamente il 6 maggio 2002, furono condannati definitivamente quali mandanti ed esecutori di quella stagione di terrore boss e gregari di Cosa Nostra. Tra questi Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e Matteo Messina Denaro. Oggi il Comune di Firenze ha commemorato con due iniziative (una mostra fotografica e una statua) l'attentato del 27 maggio 1993 quando un ordigno composto da 250 chili di esplosivo devasto' via dei Georgofili, uccidendo due bambine, Nadia e Caterina Nencioni, i loro genitori Angela Fiume e Fabrizio Nencioni, lo studente Dario Capolicchio, e ridusse in macerie il cuore di Firenze. (segue)

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