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Minori: studio su bimbi Milano, piu' empatici se parlano di emozioni (2)

domenica 15 dicembre 2013

2' di lettura

(Adnkronos Salute) - In ogni incontro un adulto introduceva il tema, seguiva un racconto di vita quotidiana, l'avvio della conversazione, e la riflessione finale sempre a cura dell'adulto. I bambini del gruppo di controllo, invece, ascoltavano le storie e in seguito facevano un disegno, non partecipando alla conversazione. Nella fase post-test, ai bambini sono state nuovamente proposte le prove, e dopo due mesi a tutti i partecipanti è stata riproposta la prova di comprensione delle emozioni per verificare la persistenza degli effetti prodotti dall'intervento. Conclusione: il gruppo dei bambini sottoposti all'intervento è risultato migliorare "significativamente", spiegano i ricercatori, rispetto al gruppo di controllo, in vari aspetti della comprensione delle emozioni, nella dimensione cognitiva dell'empatia, e nella prova cognitiva di teoria della mente. L'uso della conversazione in piccolo gruppo, sottolineano gli esperti, ha favorito il decentramento cognitivo, l'assunzione del punto di vista dell'altro, la consapevolezza delle differenze individuali e il collegamento - da parte dei bambini - tra mondo interno non visibile e azioni manifeste. "La novità dello studio - spiega Ilaria Grazzani, coordinatrice della ricerca e docente di psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione - consiste nell'avere scoperto che l'intervento sulle emozioni produce miglioramenti anche nella capacità cognitiva di 'teoria della mente', ovvero nella capacità che consente di prevedere i comportamenti degli altri sulla base dell'inferenza dei loro stati mentali ('se ha fatto questo, forse è perché desiderava qualcosa'; 'se ha agito in un certo modo doveva essere arrabbiato')". "All'interno della scuola primaria - aggiunge Veronica Ornaghi, assegnista di ricerca - è possibile realizzare interventi che, oltre a potenziare abilità come la comprensione delle cause delle emozioni, l'empatia e l'aiuto nei confronti dell'altro, producono miglioramenti su capacità di tipo cognitivo: rappresentarsi la mente dell'altro e prevederne i comportamenti, abilità indispensabile nella vita sociale".

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