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Mafia: Bindi, cambiare natura all'Agenzia nazionale dei beni confiscati

domenica 15 dicembre 2013

1' di lettura

Reggio Calabria, 10 dic. (Adnkronos) - "Le confische si fanno. Il problema è diventato l'utilizzazione dei beni confiscati. In tempi di crisi non possiamo permetterci di tenere inutilizzato neanche un euro". E' il commento conclusivo della presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi sull'Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, che ha sede a Reggio Calabria e sulla quale ci sono stati molti interventi nel corso delle audizioni svolte dall'organismo parlamentare nella città dello Stretto. "Accanto allo straordinario lavoro che hanno compiuto dalle associazioni in questi anni, tutta quella economia civile di questo paese, bisogna mobilitare le energie buone dell'imprenditoria, bisogna cambiare natura all'Agenzia dei beni confiscati che deve diventare una realtà con capacità imprenditoriali", è l'idea di Rosy Bindi. "Bisogna avere anche un approccio che io definirei laico nei confronti dei beni confiscati. Si possono prevedere destinazioni diverse a seconda delle situazioni in cui ci si trova. L'importante -ha rilevato la presidente della commissione antimafia- è che non si verifichi quello che molti ci hanno detto, quando c'era la mafia c'era la mafia e quando va via la mafia non c'è più lavoro. Noi vogliamo dimostrare che la legalità conviene da tutti i punti di vista".

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