Roma, 12 dic. (Adnkronos) - "Avremo la mano dura". E' quanto promette il ministro dell'Interno Angelino Alfano, al termine del tavolo al ministero dell'Interno con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di Prato, il presidente della Provincia, i ministri Cancellieri, Giovannini e Kyenge e i vertici delle forze dell'ordine "sulle 4.000 aziende che in quel territorio operano in regime di illegalità, anche se -avverte- non è solo una questione repressiva ma occorrerà agire su due livelli: rafforzare la presenza dello Stato sul territorio e intervenire specificamente dal punto di vista normativo, anche adottando nuove leggi". Il titolare del Viminale assicura che "lo Stato a Prato c'è e intende far valere il suo potere. La situazione è grave ma c'è la consapevolezza della necessità di fare squadra al servizio della città, del territorio, del distretto produttivo, per garantire sicurezza, rispetto della legge e leale concorrenza. Abbiamo tutti l'obbligo di fare di più -sottolinea- anche se si pensa di aver fatto tutto". Dal suo canto, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si dice "soddisfatto per l'attenzione dimostrata a livello centrale. Occorre intervenire per riportare la legalità, togliendo una sorta di extraterritorialità rispetto al resto del Paese. Non sarà un'operazione facile -ammette il governatore toscano- ma penso che si potrà fare. Noi siamo stati giustamente messi all'indice e ci sentiamo corresponsabili ma le nostre competenze sono state ben spese e senza chiedere risorse allo Stato. Ora lo Stato è chiamato in causa sia sul piano delle risorse che delle competenze".