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Criminalita': Legambiente, coste toscane minacciate dalle lobby del cemento

domenica 18 agosto 2013

2' di lettura

Roma, 13 ago. - (Adnkronos) - Le coste toscane minacciate dalle lobby del cemento, sia locali che provenienti da fuori regione; un interesse illegale confermato dai dati 2012 del Rapporto Ecomafia di Legambiente sul ciclo del cemento che vede la Toscana al sesto posto, tra le regioni piu' colpite con 474 infrazioni, 622 persone denunciate e arrestate e 90 sequestri subito dopo le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa e il Lazio. A farne le spese, come dimostrano le indagini passate e recenti, sono infatti principalmente l'Arcipelago Toscano, l'Argentario e la Versilia. Tutti i numeri sulla cemento Spa sono stati presentati a Festambiente, festival nazionale di Legambiente in corso di svolgimento a Rispescia nel grossetano. In Toscana operano in particolare i clan della camorra e della 'ndrangheta. La chiamano 'delocalizzazione' e nella regione e' diventata triste realta', soprattutto nel ciclo del cemento. Il capitale 'nero', denuncia Legambiente, finisce nell'edilizia, nelle ditte aggiudicatarie degli appalti, indotto e subappalti compresi. Non solo camorra, quindi: secondo gli investigatori della Dna anche la 'ndrangheta ha scelto la Toscana per tentare il riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Nell'ultimo periodo i Crea di Rizziconi, gli Alvaro di Sinopoli, ma anche i Bellocco di Rosarno, i Facchineri, i Gallace e i Mancuso hanno operato piu' o meno direttamente sul territorio. A rendere ancora piu' preoccupante la situazione, denuncia Legambiente, e' l'interesse gia' manifestato dalle organizzazioni mafiose di investire in questa regione, sia nel settore immobiliare che in quello turistico, i proventi delle loro attivita' illecite. Un indicatore di questa anomalia arriva dai dati sulle oerazioni 'sospette' indicate nella Relazione della Banca d'Italia risalenti 2012: secondo i dati dell'Unita' di informazione finanziaria (Uif) le segnalazioni di operazioni sospette complessivamente pervenute all'Unita' di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia pervenute dagli intermediari finanziari vede in Toscana 4386 operazioni sospette , seconda regione dell'Italia Centrale dietro l'Emilia Romagna, con un aumento del 35% rispetto all'anno precedente ( erano 3546 nel 2011).(segue)

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