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Ferragosto: Garante detenuti Lazio, in 7.154 lo passeranno in carcere

domenica 18 agosto 2013

2' di lettura

Roma, 14 ago. (Adnkronos) - Sono 7.154 (a fronte di una capienza di 4.661 posti) i detenuti che passeranno Ferragosto nelle celle delle 14 carceri della Regione Lazio. I dati sono stati diffusi dal Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, che ha espresso l'auspicio che questo possa essere l'ultimo Ferragosto con l'emergenza carceri perche' "fra sovraffollamento, mancanza di personale, strutture fatiscenti e risorse inadeguate , la situazione e' pericolosamente vicina al punto di non ritorno". Per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni nelle carceri ed il ritorno ad una pena in grado di agevolare il trattamento e il reinserimento sociale del detenuto, nel solco dell'art. 27 della Costituzione, il Garante ripone molta fiducia nel cosiddetto "Decreto Cancellieri". Dai dati emerge che le nuove norme hanno iniziato a produrre i primi effetti sul sovraffollamento a livello nazionale (oggi nelle carceri di tutta Italia ci sono 1.400 detenuti in meno rispetto al 25 giugno) ma non ancora nel Lazio, dove il numero dei reclusi presenti e' rimasto, nelle ultime settimane sostanzialmente stabile. "A quanto risulta al mio ufficio - ha aggiunto il Garante - nelle ultime settimane nelle carceri della regione sono arrivati molti detenuti provenienti da sfollamenti effettuati da ogni parte d'Italia. Gli sfollamenti sono il frutto di una politica sbagliata, che da un lato testimonia che nel Lazio la qualita' della vita in carcere e' migliore che nel resto d'Italia, grazie alle iniziative messe in campo anche da questo ufficio per migliorare la situazione, ma dall'altro non tiene conto del principio della territorialita' della pena, Senza dimenticare il fatto che portare periodicamente all'estremo il sovraffollamento rende, alla lunga, inutile ogni iniziativa volta ad umanizzare la pena. Al netto di cio', tuttavia - conclude Marroni - la conversione del decreto Cancellieri sembra segnare il ritorno verso una concezione della pena, che non sia solo afflittiva ma abbia anche una funzione trattamentale importante. Spero che questo, rappresenti il primo segnale della volonta' politica di risolvere definitivamente la situazione delle carceri italiane".

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