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Carceri: Pili (Pdl), visita penitenziario Iglesias a Ferragosto

domenica 18 agosto 2013

2' di lettura

Cagliari, 16 ago. - (Adnkronos) - "Turni massacranti e fuori legge, 3 turni anziche' quattro, 8 ore anziche' sei, un agente ogni 26 detenuti, condizioni igieniche al collasso, con una doccia funzionante per 30 detenuti. La fotografia delle carceri sarde e' quella del carcere di Iglesias nel giorno di Ferragosto", che il deputato sardo Mauro Pili (Pdl) ha visitato ieri insieme ad una delegazione dell'Ugl penitenziari guidata da Salvatore Argiolas. "Strutture allo sbando - racconta Pili -, tutto sulle spalle di pochissimi agenti e di qualche volontario operatore sociale. Una gestione che non tiene conto delle piu' elementari condizioni di agibilita', a partire dalla sicurezza della stessa struttura. Basti solo un elemento, la prima porta del carcere non si chiude. Rotta da tempo, ma nessuno interviene. Situazioni paradossali frutto di un'incuria amministrativa gestionale delle carceri in Sardegna senza paragoni". "Ferragosto e' un giorno qualunque nel carcere di Iglesias. Per due turni ci sono 4 agenti, e solo per un turno durante la giornata diventano 5 massimo 6. Tutto questo per 106 detenuti. Un rapporto unico nel suo genere, 26 detenuti per agente. Una situazione incredibile per un carcere che dovrebbe avere almeno il doppio del personale considerata anche la peculiarita' dei detenuti. In realta' - sostiene Pili - l'intera struttura e' affidata alla responsabilita' e l'abnegazione dei pochissimi agenti, senza che ci sia un solo segnale di attenzione da parte dell'amministrazione penitenziaria. Basti solo il dato relativo alle condizioni igienico sanitarie del carcere. Delle 6 docce di un braccio solo una e' funzionante, negli altri bracci diventano al massimo due. Una situazione che in nessun istituto sarebbe tollerabile con un minimo di verifica delle piu' elementari condizioni igienico sanitarie". "A questo - prosegue Pili - si aggiunge la totale assenza di qualsiasi presidio medico sanitario nelle ore notturne. Tutto questo mette a repentaglio la sicurezza del carcere, considerato che in caso di urgenza nessun detenuto potra' essere trasportato in strutture di pronto soccorso perche' la traduzione comporta l'utilizzo di almeno 3 agenti, con il risultato che il carcere resterebbe sotto il controllo di un solo agente. Situazioni tenute sottotraccia e per le quali l'amministrazione penitenziaria ha paventato una solo soluzione, la chiusura del carcere". (segue)

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