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Napoli: commercianti contro serrata, minacciati per non aver aderito

domenica 14 aprile 2013

2' di lettura

Napoli, 10 apr. - (Adnkronos) - Conclusa la serrata dei commercianti napoletani, sfociata questa mattina in momenti di tensione e scontri con le forze dell'ordine, alcuni degli esercenti che non hanno voluto prendere parte alla manifestazione indetta da Confcommercio Napoli lamentano "minacce" o, in alcuni casi, "aggressioni". E' il caso di Armando Bianco, titolare del bar 'Tre nani' di piazza Dante, che affida a facebook lo sfogo per "un aggressione di cui sono stato vittima questa mattina nei pressi del mio locale". Bianco spiega di aver considerato la protesta dei commercianti "inutile": "Di mia spontanea volonta' avevo deciso di non aderire e quindi di non chiudere". Alle 9.05, racconta, "un gruppo di commercianti della zona si sono diretti verso il mio bar e, con aria minacciosa, mi hanno intimato di chiudre altrimenti mi sarebbe capitato qualcosa di brutto. Addirittura uno di loro ha detto che mi aspettera' stasera per parlare a quattr'occhi. Sono stato costretto a chiudere, altrimenti avrei scatenato una rissa che non e' proprio nelle mie corde". "Questa non e' una protesta seria ", conclude Bianco. Una denuncia simile arriva da Antonio Sergio, titolare del Gran Caffe' Gambrinus di piazza Trieste e Trento, che pure aveva deciso di aderire alla serrata. "Una ventina di persone sono entrate nel locale intimandomi, in modo minaccioso, di chiudere", spiega sottolineando che alcuni ingressi erano gia' chiusi, non quello principale "perche' aspettavo una delegazione di danesi per un incontro di lavoro". "Ho spiegato a queste persone che avrei chiuso perche' lo volevo io - aggiunge - e non per le minacce ricevute". Il pizzaiolo Gino Sorbillo, titolare dell'omonima pizzeria in via Tribunali, nel cuore del Centro antico di Napoli, gia' ieri aveva denunciato intimidazioni dopo aver deciso di non aderire alla serrata "pur condividendo alcune delle posizioni di critica ad alcuni aspetti estremisti della zona a traffico limitato, perche' credo che sia autolesionistico fermare le nostre attivita'". "Alcuni colleghi - ha raccontato Sorbillo - mi hanno detto che se non avessi chiuso avrei rischiato di trovare la vetrina del mio locale spaccata, o di trovare colla sulla serranda".

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