Roma, 12 apr. (Adnkronos) - "Un imprenditore operante nel viterbese -spiegano le fiamme gialle- emettendo fatture per operazioni mai avvenute nella realta' ha consentito ad altre compagini societarie operanti nella Capitale di portare nei bilanci costi mai sostenuti conseguendo cosi' il vantaggio di abbattere il proprio reddito ed, in definitiva, di pagare meno imposte. D'altro canto l'imprenditore viterbese, a cui le fatture false venivano saldate con bonifici bancari, restituiva tutti gli importi ricevuti trattenendo per se il 50% dell'Iva evidenziata sui documenti e che rappresentava il suo guadagno netto. Superfluo dire che le societa' facenti capo a tale ultimo soggetto risultano non aver versato all'erario alcuna imposta". Al termine delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Viterbo, "sono stati individuati nella disponibilita' di tutti i soggetti coinvolti conti correnti per complessivi 2,8 milioni di euro, sottoposti a sequestro preventivo come da apposito decreto emesso dal Gip presso il Tribunale di Viterbo".