Roma, 14 apr. - (Adnkronos) - Papa Francesco è arrivato, con pochi minuti di anticipo sul programma, alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, per la solenne celebrazione eucaristica con cui si concretizza la sua presa di possesso, in qualita' di Vescovo di Roma, della chiesa che racchiude appunto la tomba di San Paolo, cui il pontefice dedichera' un momento di venerazione. Concelebrano con il Pontefice il Cardinale James Michael Harvey Arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura, i Cardinali Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e Francesco Monterisi, Arcipreti emeriti, e Dom Edmund Power, Padre Abate dell'Abbazia di San Paolo. Il Pontefice si e' raccolto in preghiera, per alcuni minuti, di fronte al sepolcro di San Paolo. Al termine della Messa e' previsto che il Papa si rechi nella Cappella del Crocifisso per venerare l'icona della Madonna Theotokos Hodigitria (XIII secolo), davanti alla quale il 22 aprile 1541 Sant'Ignazio di Loyola e i suoi primi compagni fecero la loro professione religiosa solenne, evento fondamentale per la nascente Compagnia di Gesu'. In mattinata, durante l'Angelus, indirizandosi ai fedeli raccoltim in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha citato oggi gli Atti degli Apostoli dove il testo "riferisce che la prima predicazione degli Apostoli a Gerusalemme riempi' la citta' della notizia che Gesu' era veramente risorto, secondo le Scritture, ed era il Messia annunciato dai Profeti. I sommi sacerdoti e i capi della citta' cercarono di stroncare sul nascere la comunita' dei credenti in Cristo e fecero imprigionare gli Apostoli, ordinando loro di non insegnare piu' nel suo nome. Ma Pietro e gli altri Undici risposero: 'Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesu'… lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore… E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo'. Allora fecero flagellare gli Apostoli e comandarono loro nuovamente di non parlare piu' nel nome di Gesu'. Ed essi se ne andarono, 'lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesu"". La fede degli Apostoli "si basava su un'esperienza cosi' forte e personale di Cristo morto e risorto, che non avevano paura di nulla e di nessuno, e addirittura vedevano le persecuzioni come un motivo di onore, che permetteva loro di seguire le orme di Gesu' e di assomigliare a Lui, testimoniandolo con la vita", ha proseguito il Pontefice, sottolineando poi che "questa storia della prima comunita' cristiana ci dice una cosa molto importante, che vale per la Chiesa di tutti i tempi, anche per noi, quando una persona conosce veramente Gesu' Cristo e crede in Lui, sperimenta la sua presenza nella vita e la forza della sua Risurrezione, e non puo' fare a meno di comunicare questa esperienza. E se incontra incomprensioni o avversita', si comporta come Gesu' nella sua Passione: risponde con l'amore e con la forza della verita'". "Chiediamo l'aiuto di Maria Santissima affinche' la Chiesa in tutto il mondo annunci con franchezza e coraggio la Risurrezione del Signore e ne dia valida testimonianza con segni di amore fraterno. Preghiamo in modo particolare per i cristiani che soffrono persecuzione, inn questo tempo sono tanti, in tanti Paesi -ha aggiunto Papa Francesco- sentano la presenza viva e confortante del Signore Risorto".