Città del Vaticano, 29 dic. (Adnkronos/Ign) - "La condizione drammatica dei profughi è segnata da paura, incertezza, disagi". Papa Francesco lo ricorda all'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico vaticano. "Purtroppo, milioni di famiglie possono riconoscersi in questa triste realtà - sottolinea il Papa - Quasi ogni giorno tv e giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie". Ma "non sempre trovano accoglienza". Francesco invita a pensare "al dramma di quei migranti e rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento, vittime della tratta delle persone e del lavoro schiavo". "Non sempre i profughi e gli immigrati trovano accoglienza vera, rispetto, apprezzamento dei valori di cui sono portatori" lamenta il Papa, rievocando le pagine del Vangelo sull'esilio della Sacra Famiglia di Nazareth "costretta a farsi profuga". "Le loro legittime aspettative si scontrano con situazioni complesse e difficoltà che sembrano a volte insuperabili" rimarca Francesco, che esorta: "Nessuno si senta escluso dalla vicinanza amorosa di Dio. La fuga in Egitto a causa delle minacce di Erode ci mostra che Dio è là dove l'uomo è in pericolo, dove l'uomo soffre, dove l'uomo scappa e sperimenta il rifiuto e l'abbandono. Ma Dio è anche là dove l'uomo sogna e spera di tornare in Patria nella libertà, progetta la vita e la dignità sua e dei suoi familiari". E' nella famiglia, ricorda ancora il Papa, "comunità di amore e di riconciliazione" che "si sperimenta la tenerezza, l'aiuto vicendevole, il perdono reciproco". E proprio a tal proposito, Bergoglio ripropone le "tre parole chiave per vivere in pace e in gioia nella famiglia", ovvero "permesso, grazie, scusa", chiedendo ai fedeli in piazza San Pietro di ripeterle ad alta voce con lui. Spiega infatti il Pontefice: "Quando in una famiglia non si è invadenti ma si chiede permesso, non si è egoisti e si impara a dire grazie, ci si accorge di aver fatto una cosa brutta e si chiede scusa, allora in quella famiglia c'è pace e c'è gioia". Famiglia che, sottolinea il Papa, "ha importanza nella Chiesa e nella società: l'annuncio del Vangelo passa anzitutto attraverso le famiglie, per poi raggiungere i diversi ambiti della vita quotidiana". Francesco definisce poi "esiliati nascosti" coloro che "possono esserlo all'interno delle famiglie stesse: gli anziani, per esempio, che a volte vengono trattati come presenze ingombranti". Osserva Bergoglio: "Molte volte penso che un segno per sapere come va una famiglia è vedere come si trattano in essa i bambini e gli anziani".