Torino, 21 gen. (Adnkronos) - L'amministratore delegato della Thyssenkrupp Harald Esphenhahn non avrebbe potuto prevedere quanto accaduto nel dicembre 2007 sulla linea 5 dello stabilimento di Torino ne' aveva gli elementi per poter prevenire l'incendio costato la vita ai sette operai. E' la tesi sostenuta oggi in aula nel processo di appello da uno dei suoi difensori, l'avvocato Ezio Audisio. Il legale, che ha chiesto l'annullamento dell'intero procedimento per la mancata traduzione di una serie di documenti, si e' soffermato sulla questione della "delega" di alcune funzioni fatta dall'amministratore delegato secondo un sistema gia' utilizzato all'interno della multinazionale. "E' impensabile - ha detto il legale - pretendere che un solo soggetto ponga in essere tutte quelle innumerevoli attivita' spettanti al datore di lavoro". Allora secondo la difesa gli obblighi che rimarrebbero in capo all'ad sono quelli di controllo e vigilanza e della valutazione del rischio. "Questi quindi - ha precisato Audisio - sono gli unici che noi come difesa dobbiamo verificare se sono stati portati avanti come di deve". Il legale ha evidenziato che dalle testimonianze emerge che quando Esphenhahn visitava lo stabilimento di Torino "vedeva una fabbrica perfetta, trovava tutto pulito e limpido e si arrabbiava se vedeva un mozzicone a terra". (segue)