Torino, 22 gen. (Adnkronos) - "Il dolo eventuale richiede la previsione in concreto dell'evento come probabile, cioe' la morte degli operai, siamo ben al di la' della semplice accettazione del rischio". Cosi' l'avvocato Franco Coppi, legale dell'ad di Thyssenkrupp Harald Espenhahn, ha argomentato davanti alla corte d'assise d'appello di Torino sulla questione della "colpa" e del "dolo eventuale", formula con cui in primo grado il dirigente era stato condannato a 16 anni e mezzo di carcere. Poco prima l'avvocato Ezio Audisio aveva chiesto l'assoluzione "perche' il fatto non sussiste, non costituisce reato e per non aver commesso il fatto" per i tre dirigenti della multinazionale, Espenhahn, Pucci e Priegnitz. "Vergogna" hanno commentato alcune della madri delle vittime presenti in aula. Poi e' stata la volta dell'avvocato Coppi che ha sostenuto l'impossibilita' di contestare il dolo eventuale ad Espenhahn: "Si sostiene che Espenhahn - ha detto il legale - avrebbe agito sapendo che sarebbe successa quella tragedia. Ammettiamo anche che non gli interessava Torino. Ma si puo' dire che preferi' il profitto alla vita dei suoi dipendenti? No". Secondo il professor Coppi "non si puo' usare il dolo eventuale come scorciatoia, deve essere provato. Bisogna dimostrare non solo che Espenhahn avesse il quadro preciso di come stavano le cose nello stabilimento ma che si fosse prospettato la sequenza causale che ha portato all'evento, prefigurandosi l'incendio e la morte degli operai".