Roma, 25 gen. (Adnkronos) - I soldi della presunta tangente di 600mila euro per la commessa di 45 bus per il Comune di Roma "erano destinati alla segreteria di Alemanno". Lo ha detto al gip di Roma Stefano d'Aprile, durante l'interrogatorio dell'8 gennaio scorso, Edoardo D'Inca Levis, l'imprenditore italiano residente a Praga arrestato circa un mese fa con l'accusa di aver fatto da mediatore nell'operazione. A quanto riferito da D'Inca Levis al giudice, l'amministratore delegato della Breda Menarinibus arrestato martedi' scorso, Roberto Ceraudo, avrebbe fatto "riferimento alla 'segreteria di Alemanno' come destinataria delle risorse finanziarie". "Ceraudo mi disse che la politica voleva ancora soldi e che erano destinati alla segreteria di Alemanno. Non preciso' ne' io chiesi se la segreteria di Alemanno fosse destinataria di tutto o di parte delle risorse", ha precisato l'imprenditore al magistrato.