Roma 26 gen. (Adnkronos) - "La situazione e' disperata, sono stravolta". Con la voce rotta e le lunghe pause di chi a stento trattiene il pianto, la compagna di Alberto Bevilacqua, Michela Macaluso, ex attrice con il nome d'arte di Michela Miti, scrittrice e poetessa, riassume cosi', all'Adnkronos le condizioni dello scrittore, la vicenda sanitaria che l'ha spinta a rivolgersi alla magistratura. Macaluso riesce solo ad aggiungere di stare "scrivendo una memoria per i legali che seguono il caso, con tutto quello che e' accaduto". "Stiamo facendo una corsa contro il tempo", spiega all'Adnkronos l'avvocato Rosa Maria Zaccaria che con il padre Giuseppe assiste legalmente la compagna di Bevilacqua: "Il nostro concreto obiettivo e' di salvare la vita di Bevilacqua. E' quanto ci ha chiesto la signora Macaluso. Purtroppo giuridicamente la signora non ha titolo per prendere decisioni sulla sorte di quello che pure e' il suo compagno da oltre 20 anni, i cui parenti conoscono la situazione e non fanno nulla, e che nulla puo' decidere da solo essendo incosciente". In questo quadro la scelta di ricorrere alla magistratura quale "unico mezzo a disposizione della signora Macaluso", aggiunge il legale. "Il medico di fiducia che ha visitato Bevilacqua ci ha detto che bisogna sbrigarsi, che gia' ieri era tardi, sottolineando che in questi casi, di infezione multiresistente, chi ha in cura il paziente deve applicare un protocollo che ne prevede l'assistenza con macchinari specifici e se la struttura non li possiede deve trasferirlo ove sono disponibili. Le strutture piu' adatte a Roma sono lo Spallanzani e il San Filippo Neri. Nonostante questo il medico della clinica Villa Mafalda non sta agendo in questo senso. E' positivo che la magistratura abbia gia' acquisito attraverso i Nas la documentazione della Clinica sul caso di Bevilacqua, un passo necessario per decidere. Speriamo che questa decisione arrivi il piu' presto possibile", conlude Rosa Maria Zaccaria.