Roma, 26 gen. (Adnkronos Salute) - "Questa assurda vicenda italiana conferma l'importanza e la necessita' del testamento biologico, cioe' di lasciare per iscritto le proprie volonta' per quando non si sara' piu' in grado di esprimerle, indicando il fiduciario o la persona titolata a decidere. E' un peccato che Alberto Bevilacqua non abbia potuto o avuto il tempo di farlo". Lo dichiara Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani, intervenendo sul caso dello scrittore ricoverato a Villa Mafalda a Roma. "La vicenda di Bevilacqua - analizza Viale - ha due profili. Il primo e' il non riconoscimento della compagna come interlocutrice, quando non si e' riusciti a indicarla come persona di riferimento al momento dei ricovero o in precedenza. Il secondo profilo riguarda le condizioni sanitarie di Alberto Bevilacqua e il consenso alle scelte terapeutiche". "Non so per quali ragioni Bevilacqua sia finito a Villa Mafalda - aggiunge Viale - se fosse cosciente e quando avrebbe perso conoscenza, se abbia potuto o meno indicare la compagna come persona di riferimento, ma tutto cio' e' la riprova del limbo di indifferenza e di cinica convenienza che circonda queste vicende. Da questo punto di vista evoca la vicenda di Adele Parrillo, la vedova di Stefano Rolla ucciso a Nassiriya, o quella di Lorenzo D'Auria, tenuto in vita con il respiratore per potere sposare in 'articulo mortis' la compagna, madre dei suoi tre figli".