Firenze, 23 set. -(Adnkronos) - "Gino Bartali fu un uomo coraggioso, un numero uno, un 'uomo giusto'. Sulle due ruote e nella vita". E' il commento di Riccardo Nencini, segretario del Psi, presidente del Comitato d'onore dei campionati mondiali di ciclismo che si svolgono in questi giorni in Toscana, nel giorno in cui il campione di ciclismo, Gino Bartali, viene nominato "Giusto tra le Nazioni" dallo Yad Vashem, il memoriale della Shoah di Gerusalemme. "Non fu certo un 'eroe per caso' - prosegue Nencini riferendosi a Bartali - Mise a rischio la propria vita per salvare quella di centinaia di ebrei dalla barbarie nazista. Liberta' e giustizia che correvano in bicicletta, spinte da un campione di umanita"'. "Un riconoscimento che non sorprende chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerlo. I grandi uomini - aggiunge Nencini - cosi' come i grandi campioni, non agiscono in prospettiva di un riconoscimento pubblico, ma perche' conoscono il sacrificio che li ha portati lontano, perche' mettono il loro talento al servizio di chi e' piu' fragile e vive nella condizione del bisogno. Lui avrebbe certamente apprezzato simili attestazioni di grandezza, ma nella sua umilta' e rudezza ne avrebbe quasi sminuito la portata". "Questo atteggiamento verso la vita - prosegue - ha fatto di lui un italiano di cui essere orgogliosi. Gli allori, le medaglie, sono spesso destinate ad arrugginire. La dedizione verso il prossimo - conclude Nencini - e' qualcosa che investe la storia".