(Adnkronos) - L'esame di oltre 14 mila documenti rogatoriali, sequestrati nel mese di luglio a San Marino dalla locale autorita' giudiziaria su richiesta della Procura della Repubblica di Forli', ha permesso di ricostruire l'intero giro d'affari e di evidenziare che la maggior parte delle vendite effettuate dalla societa' di telefonia, verso le aziende "sponda" sammarinesi (a cui il Congresso di quello Stato aveva revocato, nel marzo del 2010, le licenze commerciali per gravi irregolarita' commesse nell'ambito dei rapporti commerciali intercorsi con l'Italia), erano state poste in essere mediante la predisposizione di appositi contratti di distribuzione, stipulati da alcuni dirigenti di questa societa', direttamente con i responsabili delle imprese estere compiacenti. Su delega della Procura della Repubblica di Forli', erano state anche eseguite delle perquisizioni presso le abitazioni ed uffici di quattro dirigenti o ex funzionari dell'area Centro-Nord di Bologna e della Direzione Generale di Roma della societa' telefonica, che dopo un'indagine interna, ha licenziato i funzionari per aver compiuto atti di "mala gestio", ha versato circa 16 milioni di euro di Iva e accantonato altri 4,3 milioni di euro per eventuali altre sanzioni, oltre ad aver riorganizzato la struttura e cambiato il management. Sono in corso le notifiche degli avvisi di conclusione indagini ai sette indagati per reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e, per i dirigenti, anche ostacolo alle funzioni di vigilanza da parte delle Autorita' preposta.