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Giustizia: Consiglio Toscana, dibattito su referendum chiusura piccoli tribunali

domenica 29 settembre 2013

2' di lettura

Firenze, 27 set. - (Adnkronos) - "Le riforme di riorganizzazione dello Stato non possono essere affrontate ricorrendo al decreto legge, ma devono scaturire da un corretto rapporto tra i vari livelli istituzionali". E' quanto ha dichiarato la consigliera regionale Monica Sgherri (Fds-Verdi) che, intervenendo nel dibattito sui piccoli tribunali nell'aula del Consiglio toscano, ha espresso un giudizio critico sulla riforma e condivisione nel merito sulla mozione illustrata dal presidente del Pd Marco Ruggeri. Nella consapevolezza che "il referendum non e' lo strumento piu' adatto per affrontare il dibattito nel paese e anche che non si puo' ripartire da zero", nonostante le criticita' di un modo di governare che finisce per delegittimare le istituzioni. L'auspicio e' quindi che si possa "riprendere la retta via nell'affrontare le riforme piu' importanti della nostra democrazia". Mauro Romanelli (Gruppo misto) ha affrontato il tema in modo piu' generale: "il problema e' quello dei tagli lineari senza minimamente tener conto delle caratteristiche dei territori". Da qui la critica all'eccessivo ricorso ai decreti, "un modo di procedere che e' figlio di una politica che risponde alle emergenze e alle necessita' dei rientri economici". "Se non si puo' intervenire sulle spese per gli armamenti - ha commentato Romanelli - e' ovvio che si finisca di procedere con i tagli lineari". Il consigliere ha infine ringraziato i proponenti di questa seduta d'aula per aver dato la possibilita' di svolgere una riflessione piu' generale. "Il referendum e' una forma di pressione, e' uno strumento per spingere il Governo a modificare la riforma - ha sottolineato Stefano Mugnai (Pdl) -. Viceversa, non si puo' certo pensare che una mozione possa produrre effetti". E affrontando il tema del rispetto tra le istituzioni, il consigliere ha ribadito che "il referendum non e' aggressivo nei confronti del Governo, sempre meglio la dialettica tra le istituzioni, ma vorrei ricordare che l'occhio della Toscana e' sempre stato spietato nei confronti del Governo nazionale". (segue)

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