Roma, 19 nov. - (Adnkronos) - Quella della Sardegna è una "tragedia annunciata". Lo denuncia il Wwf ricordando che l'autorità di bacino regionale della Sardegna, nel Piano di Assetto Idrogeologico del 2006, evidenziava quali "cause principali di esondazione" l'interazione tra infrastrutture di trasporto e reticolo idrografico, unitamente ad una scarsa manutenzione fluviale", riportando che "su 1055 casi di pericolosità, oltre la metà delle cause deve ascriversi a insufficienza della luce libera sotto i ponti, per il 32%, e a scarsa manutenzione fluviale, per il 19%". I 459 millimetri di pioggia caduti in poche ore sono un fatto eccezionale ma, sottolinea il Wwf, "la responsabilità delle vittime, soprattutto in prossimità dei ponti o di altre infrastrutture viarie, va ricercata nella mancanza di manutenzione e prevenzione rispetto ad un evento, peraltro, annunciato". Le cause, per l'associazione, sono da ricercarsi in precipitazioni sempre più intense per i cambiamenti climatici in atto in un territorio reso ogni anno più vulnerabile dal consumo di suolo, dalla canalizzazione dei fiumi e da una politica che non prende sul serio la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico. "Purtroppo - aggiunge il Wwf - le regioni e i cittadini coinvolti sono destinati ad aumentare. Sono infatti più di 5 milioni i cittadini italiani che ogni giorno vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio idrogeologico e 6.633 i Comuni che hanno all'interno del territorio aree ad elevato rischio di frana o alluvione. L'alluvione in Sardegna è solo il più recente, drammatico evento, reso estremo dai cambiamenti climatici, secondo uno schema tristemente noto da tante catastrofi naturali a livello globale, e i cui impatti sono resi più gravi dalla debolezza del nostro Paese sul fronte del dissesto idrogeologico e del consumo di suolo".(segue)