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Omofobia: la madre di Andrea Spezzacatena, istituzioni indifferenti (2)

domenica 24 novembre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Il racconto di Teresa Manes nel libro parte "da quando ho ricevuto la notiza della morte di Andrea e proseguo raccontando le giornate che sono seguite, fino ai funerali, poi le mie valutazioni, i miei pensieri. Quest'anno, dalla sua morte, ho vissuto in modo diverso. Si vive male dopo la morte di un figlio, in un'altalena emotiva, fra rabbia e dolore, amarezza e vuoto. Il libro l'ho scritto, l'ho voluto scrivere, partendo da un interesse egoistico, per tentare di mettere ordine nella mia confusuione di emozioni; l'ho scritto per indirizzarmi ai giovani più che ai loro genitori: come madre, in fondo, mi sento di avere fallito e non mi sento di dire qualcosa a un'altra mamma. In questo anno mi sembra che il bullismo sia cresciuto, aumentato, gli episodi noti purtroppo non sono mancati. Servirebbero progetti formativi, serve anche più consapevolezza da parte dei ragazzi". Se le si chiede cosa direbbe, comunque, agli altri genitori, la mamma di Andrea risponde con la voce spezzata: "Vorrei poter dire 'parlate con i vostri figli e ascoltateli', ma in fondo era quello che facevo io, c'era perfino chi mi diceva di invidiare il mio rapporto con Andrea, eppure, alla fine, lui si è chiuso. Allora, appena morì, non riuscii a trovare dei segnali, degli indizi che avessero preceduto la sua morte; adesso alcuni suoi atti o atteggiamenti mi sembrano significativi ma forse solo per quello che è successo, in quel contesto quotidiano sembravano normali comportamenti da adolescente". Teresa Manes ha un altro figlio, "più piccolo di Andrea, e mi sforzo ogni giorno di non trasmettergli le mie ansie. E' un andare avanti a fatica in tante cose e anche in questa". Teresa presenterà il suo libro proprio questa sera a Roma, alle 18, all'Auditorium del Palazzo delle Federazioni, in Viale Tiziano, in un incontro dedicato appunto al tema dell'omofobia cui parteciperanno la professoressa Maria Rita Parsi, il legale della famiglia, Eugenio Pini, Irene Pivetti e Pino Capua, presidente della commissione antidoping della Figc. Un appuntamento reso possibile dalla collaborazione del Coni e del suo presidente, Giovanni Malagò.

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