Milano, 23 nov. (Adnkronos/Ign) - Fino a otto ore d'aria per i detenuti e il "potenziamento dei contatti con le famiglie" nel modello di 'detenzione aperta' illustrato a Milano dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, intervenuta al convegno 'Più sicurezza, più gratuità, meno carcere', organizzato dall'associazione Sesta Opera San Fedele. "Il modello paradigmatico che si vuole introdurre è quello di una detenzione 'aperta' nel perimetro intramurario, in cui le camere di pernottamento siano luoghi per il riposo e non per lo svolgersi della giornata quasi nella sua interezza", ha spiegato il ministro illustrando la serie di novità nell'ambito del regime carcerario. Tra le più importanti quella che permetterà ai detenuti, dal prossimo aprile, di trascorrere otto ore fuori dalla cella invece di due come detta la normativa attuale. Si inserisce in questo mutato modello di vita detentiva "il potenziamento dei contatti con le famiglie con una politica di accoglienza che eviti degradanti file d'ingresso negli istituti e che puntino fortemente sul mantenimento dei legami familiari, con particolare attenzione alla relazione genitoriale". Il ministero della Giustizia, ha sottolineato Cancellieri, persegue una "linea d'intervento di tipo normativo volto a ridurre i flussi d'ingresso in carcere e rendere più fluido l'accesso alle misure alternative previste nel nostro ordinamento. In parte ciò si sta realizzando attraverso l'applicazione del decreto legge dello scorso luglio, pur nella formulazione più attenuata adottata dal Parlamento in sede di conversione. Sempre, sul piano normativo occorrerà prevedere altri interventi che, nel seguire lo stesso solco di tutelare la sicurezza e garantire i diritti dei detenuti a condizioni dignitose, diano maggiore efficacia ad alcuni istituti che il nostro ordinamento prevede e minore rilevanza penale a fattispecie di lieve entità". C'è poi un intervento "di tipo strutturale, attraverso il risanamento di strutture fatiscenti e l'apertura di 4500 nuovi posti". Dai vertici del Consiglio d'Europa, ha aggiunto il Guardasigilli, "è venuto un convinto sostegno all'azione che il Governo ha avviato e la pur lieve riduzione del numero di detenuti - che sono passati dai 69.000 del 2010 agli attuali 64.400 - è stata vista come una prima indicazione di un percorso difficile ma certamente avviato e da sostenere". Sono "decisamente positive le iniziative legislative finalizzate a istituire una figura di Garante nazionale" per i detenuti "anche con compiti di raccordo con gli organismi territoriali", ha poi aggiunto Cancellieri. La creazione di un Garante nazionale "costituirebbe un passo significativo verso la costituzione di quell'organismo nazionale indipendente la cui istituzione è prevista dal Protocollo opzionale della Convenzione contro la tortura, già ratificato dall'Italia, e per il quale il nostro Paese ha un anno (che scadrà a maggio 2014) per darvi attuazione". Fuori dalla sede dove si svolgeva il convegno, contro il ministro Cancellieri è andata in scena una protesta promossa da alcuni rappresentanti dei Giovani Democratici. Travestiti da 'omino del Monopoli' esponevano cartelloni con la scritta 'Imprevisti: esci gratis di prigione'. "Le probabilità, per un detenuto italiano di ricevere il medesimo trattamento della Ligresti sono 1 su 65.000. Contestiamo la Cancellieri per aver piegato ai suoi personali interessi l'apparato giudiziario e carcerario. Denunciamo - ha detto Giacomo Marossi, segretario cittadino - lo scandalo di questa raccomandazione che, seppur legale, assume un aspetto tragico di fronte alle condizioni drammatiche delle carceri italiane. Uno sputo in faccia alle migliaia di detenuti non figli di e non eccellenti che scontano tra mille sofferenze la loro pena". "Ci chiediamo però se il ministro - ha evidenziato ancora - si sia speso nello stesso modo per ognuna delle 26 persone morte suicide in carcere durante il suo mandato e per tutte quelle che hanno rischiato la stessa triste fine".