Torino, 17 dic. - (Adnkronos) "Quanto avvenuto questa mattina nella Casa Circondariale di Torino è sconcertante e se fosse confermata l'ipotesi secondo cui ci sarebbero questioni legate allo stress lavorativo all'origine dello scontro tra l'agente e l'ispettore, saremmo di fronte all'ennesima testimonianza del grave disagio che vive il personale di polizia penitenziaria, costretto a supplire alle carenze organiche con turni massacranti e sentendosi sempre più spesso abbandonato da chi dovrebbe invece garantirne la sicurezza sul lavoro". Cosi' una nota il segretario nazionale dell'Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti. "Pur non conoscendo le motivazioni di quanto accaduto a Torino - aggiunge il sindacalista - resta il fatto innegabile che un elevato stress derivante dalle difficili condizioni operative espone sempre più spesso al possibile crollo psico-fisico di molti operatori della categoria. Ciò è risultato anche dal recente studio effettuato dal Coordinamento Sicurezza Ugl sulle condizioni socio-economiche degli operatori della sicurezza". "Oltre al cordoglio per le famiglie dei colleghi - conclude Moretti - rinnoviamo il nostro grido di allarme per una situazione che deve essere affrontata e risolta. Tali problematiche potrebbero infatti derivare anche dalle nuove modalità custodiali che si intendono adottare e che prevedono, tra l'altro, un aumento delle responsabilità del personale, già costretto ad operare su più posti di servizio e con turni ben oltre le otto ore".