Palermo, 18 dic. - (Adnkronos) - "I profughi che si trovano ancora a Lampedusa sono stati abbandonati e, come abbiamo visto nelle immagini, vengono trattati come bestie, disinfettati nudi nel cortile. Appena tornero' a Lampedusa iniziero' venerdi' lo sciopero della fame per chiedere la chiusura immediata del Centro d'accoglienza". Angela Maraventano, non e' piu' senatrice da un anno, ma il suo spirito battagliero e' quello di sempre. La 'pasionaria' di Lampedusa, come venne soprannominata anni fa quando inizio' a girare con un fazzoletto verde attaccato al collo e la bandiera della Lega Nord, torna all'attacco, questa volta per scagliarsi contro "lo stato di abbandono in cui versano i migranti sbarcati a Lampedusa negli ultimi mesi". "Non si era mai vista una cosa del genere - dice Maraventano all'Adnkronos - abbiamo avuto esodi massicci nel passato, ad esempio nel 2011, ma non venivano trattati in questo modo. Questi profughi vivono di giorno per strada, chiedono l'elemosina, a volte dormono fuori. Insomma, sono stati abbandonati, completamente abbandonati. C'e' ancora gente arrivata piu' di due mesi fa. Vi rendete conto? 75 giorni al Centro d'accoglienza, dove dovrebbero restare non piu' di 72 ore. Assurdo. Mi accusavano di essere razzista, ma mi chiedo chi e' oggi il vero razzista, i politici che permettono che accada tutto cio'?". "Sono tutti venuti a fare passerella dopo la strage del mare del 3 ottobre scorso - dice ancora Angela Maraventano - Tutti. Non mancava nessuno. E oggi sono tutti spariti. E quei poveri profughi sono ancora in quella struttura fatiscente che va chiusa immediatamente. Senza se e senza ma. Ecco perche' venerdi' iniziero' lo sciopero della fame. Va chiuso e basta. Cerco da una settimana il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ma non si fa trovare al telefono. Ci deve dare delle risposte. Hanno fatto a Lampedusa un carcere a cielo aperto, chiamato Centro d'accoglienza. Dove potrebbero dormire non piu' di 250 persone e invece ce ne sono tra i 700 e i 1.000, a seconda degli arrivi a Lampedusa, che peraltro, non sono mai terminati". (segue)