(Adnkronos) - Le indagini sono durate circa tre mesi e sono partite per la tutela della presidentessa. Infatti avevano mobilitato tutti gli apparati investigativi della Polizia di Stato le continue lettere anonime di minaccia ricevute dalla donna. Gli investigatori dello Sco della Squadra Mobile hanno considerato molto seriamente il caso impegnando tutte le risorse a propria disposizione e, dopo aver fatto chiarezza, ha lanciato un messaggio che riporta serenita' all'ambiente degli operatori che s'impegnano per porre un freno al fenomeno della violenza di genere che colpisce tante donne oggi anche nel territorio del materano, come in Italia. Nove sono state le lettere di minacce ricevute dalla donna. "Farai la fine di tua sorella" era scritto sull'ultima con i caratteri di stampa ritagliati da un quotidiano e incollati su foglio bianco A4. Le lettere pervenute erano prive di impronte digitali e non venivano spedite attraverso i servizi postali ma imbucate direttamente nella cassetta delle lettere della vittima. Cosi', fingendosi operatori dell'Enel, gli agenti hanno collocato una telecamera per individuare chi materialmente recapitava le missive. E' stata una sorpresa scoprire che il "postino anonimo" era la stessa presidentessa, munita di guanti di lattice alle mani per non lasciare impronte digitali. Nell'abitazione, poi, sono stati trovati i giornali ritagliati per comporre le parole. La donna non ha dato alcuna spiegazione per giustificare il suo gesto. E' scattata la denuncia di calunnia continuata aggravata a carico di ignoti.