Genova, 14 ott. (Adnkronos) - Minori e Internet è un binomio dei nostri tempi che, talvolta, suscita perplessità e preoccupazione. I giovanissimi alle prese con le nuove tecnologie vanno infatti tutelati da situazioni sgradevoli o potenzialmente pericolose che possono verificarsi online. Se ne è resa conto Telecom "che ha nel suo dna la comunicazione, quella sicura, che non riserva brutte sorprese". A dirlo all'Adnkronos è Umberto Rapetto, direttore di Iniziative e Progetti Speciali di Telecom Italia, a capo dell'iniziativa itinerante "Anche io ho qualcosa da dire", al via da oggi a Genova fino a venerdì prossimo, 18 ottobre. Poi toccherà altre tre tappe in Italia, Catanzaro (dal 4 novembre all'8), Bari (dal 18 al 22 novembre) e, infine, Trento ( dal 9 dicembre al 13). "Lo scopo -spiega Rapetto, generale in congedo della Guardia di Finanza, che è anche docente universitario, giornalista e scrittore- è di guidare i ragazzi verso un uso consapevole di Internet e delle tecnologie, che rientra tra le 'missioni possibili' di Telecom. Il tour 'Anche io ho qualcosa da dire' in questo senso ne è la significativa dimostrazione". Si tratta di oltre ottanta eventi, concentrati in una manciata di giorni, "cartina al tornasole di un impegno a tener fede alla sollecitazione che la Commissione Europea ha fatto a giugno scorso agli operatori televisivi e di telecomunicazioni -sostiene Rapetto, inventore e per 12 anni comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico, poi divenuto Nucleo Speciale Frodi Telematiche delle Fiamme Gialle- L’Italia, stavolta, arriva prima e coinvolge il tessuto sociale delle città, partendo dal basso", cioè facendo perno sulla sensibilità e la dedizione dei docenti, incontrando l’esuberanza degli adolescenti, avvicinando diverse generazioni". (segue)