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Carceri: Sappe, ad Avellino manca acqua, intervenga Cancellieri

domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

Roma, 14 mag. (Adnkronos) - "L'apertura del nuovo padiglione detentivo all'interno del carcere di Avellino, che ha visto aumentare i detenuti da 450 a 650 unita', ha mandato in tilt la fornitura dell'acqua e i poliziotti sono costretti a chiudere l'acqua in determinate fasce orarie della giornata per consentire all'impianto idrico di riacquistare pressione per la successiva erogazione con evidente malessere presso la popolazione reclusa, destinato a crescere nella imminente stagione estiva con ricadute sul piano della sicurezza e delle condizioni igienico-sanitarie". Lo denunciano in una nota il segretario generale del sindacato autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece, e il segretario nazionale Emilio Fattorello, che questa mattina hanno incontrato a Roma la Vice Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria Simonetta Matone. "Sarebbe opportuno procedere quanto prima ad uno sfollamento della vecchia struttura, al fine di allentare la tensione detentiva: non si puo' prescindere dall'impellente esigenza di fornitura dell'acqua costante e proporzionata ai fabbisogni della popolazione detenuta, che vede la presenza anche della sezione detentiva femminile in cui sono presenti i bambini. Esigenza ovviamente avvertita anche dal personale del Corpo di Polizia Penitenziaria e da quello amministrativo". Il Sindacato rappresentativo dei Baschi Azzurri chiede l'intervento del Guardasigilli anche per altre criticita' del nuovo reparto detentivo, operativo dal maggio 2012: a cominciare dalla carenza di poliziotti ("100 in meno rispetto agli organici previsti") e dalla precarieta' degli attuali sistemi di sicurezza e vigilanza della struttura. Il Sappe, nella nota al ministro della Giustizia, sottolinea anche "come analoghe disfunzioni si presenteranno in relazione alla prossima apertura del nuovo padiglione detentivo annesso al carcere di Santa Maria Capua Vetere con particolare riferimento alla fornitura dell'acqua gia' compromessa da un impianto idrico inadeguato, a cui si accompagna il fenomeno della non potabilita' dell'acqua, come da accertamenti compiuti dall'Arpac".

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