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Brindisi: procuratore Dda Motta, attentato scuola non fu dimostrativo/Adnkronos (3)

domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - "Sono due gli aspetti di diritto sui quali dovrei intervenire io - preannuncia il procuratore Motta - quello della configurabilita' del delitto di strage che richiede un dolo specifico, e cioe' la volonta' di uccidere, indeterminata naturalmente, e quello dell'aggravante della finalita' di terrorismo. Il dolo della finalita' di uccidere lo si puo' ricavare soltanto da elementi oggettivi. Come spesso dico non possiamo aprire il cervello delle persone per capire cosa hanno intenzione di fare. La finalita' di uccidere si ricava da quell'affermazione secondo la quale tutto era andato per il verso giusto e cio' vuol dire che, se tutto era andato nel verso giusto, la finalita' era quella. Altrimenti non si spiega. Cosi' anche per la finalita' di terrorismo, la si puo' ricavare dalla effettiva situazione di terrore che si verifica, ad esempio il fatto che nessuno ha piu' mandato a scuola i ragazzi". Circa l'aggravante, Motta sottolinea, poi, un aspetto su cui si soffermera' durante la requisitoria. "Tutti quanti noi, quando sentiamo la parola terrorismo, immaginiamo che dietro ci sia necessariamente una organizzazione. E invece qui non e' cosi'. La finalita' puo' anche riguardare una singola persona che agisce individualmente, che non fa parte di una organizzazione. E' un po' come l'aggravante, alla quale non siamo piu' abituati, dell'articolo 7 in materia di metodo mafioso e finalita' di agevolazione mafiosa. La norma e' riprodotta negli stessi modi e negli stessi termini". Rimane il sospetto che Vantaggiato, che aveva gia' colpito in precedenza nel 2008 riducendo in fin di vita Cosimo Parato, il suo presunto truffatore, sempre con l'esplosivo, forse aveva l'intenzione di colpire ancora, anche dopo la strage di Brindisi. Poteva diventare una sorta di Unabomber insomma. "Sembrerebbe cosi' anche dalla disponibilita' di ordigni predisposti successivamente che gli abbiamo contestato", spiega il procuratore. "Lui e' andato a 'curare' questi ordigni dopo la strage. Cio' e' dimostrato dal fatto che gli ordigni nelle fotografie risultavano coperti da vegetazione appena spezzata e ancora fresca. Eravamo a un paio di giorni dopo l'identificazione. Quindi sembrava ben determinato". (segue)

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