(Adnkronos) - E' poi emerso un contrasto tra la quantita' e la qualita' dei conti correnti bancari e i redditi degli indagati, dal 2005 in poi. Tale anomalia e' ancora piu' accentuata dall'esistenza di numerosi accantonamenti realizzati attraverso la sottoscrizione di fondi, testimonianza di una consistente disponibilita' di denaro esorbitante rispetto alle normali necessita' della vita familiare (cui si aggiungono gli oneri derivanti dall'acquisto e dalla gestione di auto e moto) e delle attivita' imprenditoriali gestite formalmente dagli stessi. In alcuni casi, sono state rilevate consistenti e ingiustificate movimentazioni di contante soprattutto da parte di alcuni indagati risultati, dagli accertamenti degli agenti della Dia, privi di alcun reddito. Spicca, inoltre, il mancato ricorso ai normali canali di credito da parte di quasi tutti i soggetti pur in presenza di spese importanti per l'acquisto di immobili, veicoli o attivita' economiche agli stessi formalmente intestate. L'ipotesi investigativa e' che dietro tali investimenti vi siano consistenti flussi di denaro proveniente da attivita" illecite del clan Capriati. Complessivamente sono stati individuati e analizzati ben 116 rapporti bancari-finanziari accesi presso 47 istituti bancari intestati a 23 persone, presunti prestanome di Francesco Quarto. I reati contestati agli undici destinatari delle ordinanze di custodia cautelare (tra i quali c'e' anche Saverio Quarto , 40 anni, fratello di Francesco, e tre donne) sono riciclaggio, reimpiego di capitali illeciti in attivita' economiche, intestazione fittizia di beni). Tre persone si trovano ai domiciliari. Nell'inchiesta sono coinvolte altre tre persone indagate a piede libero.