Brindisi, 17 mag. - (Adnkronos) - "Che la moglie di Vantaggiato fosse a conoscenza di tutta la vita del marito ne sono certo. Si possono fare mille discorsi ma io sono un pubblico ministero e devo esercitare l'azione penale quando ci sono elementi per ottenere condanne". Lo ha detto il pm della Procura Distrettuale antimafia di Lecce, Guglielmo Cataldi, nella requisitoria al processo davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Brindisi, parlando di Giuseppina Marchello, la moglie dell'unico imputato della strage della scuola 'Morvillo-Falcone'. La donna non e' mai stata indagata. Soffermandosi sulle indagini e sul video diffuso pochi giorni dopo che riprende la scena dell'uomo che aziona il telecomando, il magistrato ha sottolineato come la donna potrebbe "non avere riconosciuto il marito ma non i vestiti che indossava". C'era con Vantaggiato "una condivisione di interessi. Non posso contestare il concorso perche' non ho le prove e il favoreggiamento perche' in questo caso non si puo'". Per Cataldi "quando Vantaggiato decide di giungere a fare l'azione potrebbe avere espresso questa sua intenzione alla moglie. Strano poi che quando e' uscito di casa quella mattina non e' stato visto. La requisitoria pero' non si su impressioni". Cio'" vale anche per l' autista Giovanni e per le altre persone vicine a Vantaggiato". Dopo una pausa, al termine della requisitoria di Cataldi, adesso l'udienza sta per riprendere con la requisitoria del procuratore capo della Dda di Lecce Cataldo Motta.