Roma, 17 mag. (Adnkronos Salute) - A 35 anni dalle legge 194, che ha sancito nel 1978 il diritto della donna all'interruzione volontaria della gravidanza nei casi previsti dalla legge, nella Regione Lazio "su 32 strutture ospedaliere con reparti di ostetricia sono 12 gli ospedali pubblici che non praticano l'interruzione volontaria della gravidanza (Ivg). Inoltre, solo in 2 ospedali del Lazio viene eseguito l'aborto farmacologico con la somministrazione della pillola Ru486". A denunciarlo e' il San Camillo di Roma, Centro di riferimento regionale per la legge 194. L'ospedale ospitera' il prossimo 22 maggio un convegno 'Trentacinque anni di una legge. Dalla realta' dei servizi, le proposte per la Regione Lazio', dedicato proprio all'anniversario. L'occasione per esperti, specialisti e addetti ai lavori di confrontarsi sulle problematiche anche irrisolte. "Oggi a 35 anni dalla legge - afferma all'Adnkronos Giovanna Scassellati, responsabile del Centro regionale di riferimento Ivg del S. Camillo - andrebbero potenziati i consultori, in ogni Asl ci dovrebbe essere un'apertura anche il sabato per la prescrizione della pillola del giorno dopo alle donne che la chiedono. Perche' sappiamo che il fine settimana le pazienti vanno al pronto soccorso per avere la ricetta pagando anche il ticket. Nel Lazio - aggiunge - i consultori sono stati sotto attacco per anni e oggettivamente questa e' una situazione difficile". "La legge 194 tutela la salute della donna - sottolinea Aldo Morrone, direttore generale dell'Azienda S.Camillo-Forlanini - garantendo i diritti previsti, ma anche tutta l'attivita' di prevenzione. Un'azione che oggi andrebbe potenziata con investimenti sui consultori, sugli operatori e sull'educazione alle giovani, soprattutto straniere. La meta', infatti, delle donne che opta per l'interruzione volontaria di gravidanza nella nostra struttura - conclude - viene da oltre confine".