Bologna, 18 mag. - (Adnkronos) - Rilevamento dei danni e stanziamenti dei fondi in tempi sufficientemente veloci, ma una burocrazia, "estremamente complessa frammentata tra regole e pubblica amministrazione, che ha impedito che i finanziamenti, pur disponibili, raggiungessero cittadini e imprenditori in tempi adeguati alla gravita' dell'evento". E' questo il giudizio di Coldiretti Emilia Romagna nel primo anniversario del terremoto che il 20 e 29 maggio 2012 ha devastato l'Emilia. In una delle agricolture piu' produttive d'Italia il sisma ha provocato danni per mille milioni di euro, colpendo abitazioni, stalle, magazzini, attrezzature di circa 6 mila aziende. I danni al comparto ammontano a circa 550 milioni di euro, con il Parmigiano Reggiano che e' in testa alla triste classifica del prodotto piu' danneggiato con 200 milioni di euro, seguito da vicino dal Grana Padano che ha accusa un colpo da 70 milioni di euro e dall'aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro. A questi si aggiungono 120 milioni per i danni agli impianti dei consorzi di bonifica necessari per garantire la sicurezza del territorio. In quest'area, secondo stime di Coldiretti, solo le aziende agricole occupano circa 12 mila dipendenti mentre 25 mila sono i titolari delle aziende e i familiari ai quali vanno aggiunte le migliaia di posti di lavoro nell'agroindustria, dai caseifici alla trasformazione della frutta. (segue)