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Staminali: appello di 4 fratelli con distrofia, cura Stamina o eutanasia

domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

Milano, 18 mag. (Adnkronos Salute) - "Fateci curare con le staminali" di Stamina "o ci recheremo all'estero per sottoporci all'eutanasia". E' il disperato appello di 4 fratelli di Lipari: Palmina, Elena, Sandro e Marco Biviano, tutti e 4 affetti da distrofia facio-scapolo-omerale. Hanno 41, 36, 35 e 31 anni. E un destino comune: lottare con la stessa malattia che ha ucciso il padre e anche uno zio. A raccogliere il loro Sos e' Blog Sicilia, che ha pubblicato sul web anche un video di Sandro (che dei 4 fratelli e' quello nelle condizioni di salute migliori, al momento). "Abbiamo una speranza: Stamina - dice Sandro nel video - Chiediamo che ci venga data la possibilita' di curarci. Questo e' un appello allo Stato per un aiuto che ci e' stato negato dall'Aifa". Il metodo Stamina, continua Sandro Biviano, "puo' funzionare o no, ma e' un'alternativa. Non vogliamo morire come mio papa' e mio zio. Questa per noi e' un'ingiustizia. Visto che lo Stato non ci sta dando una mano, allora scegliamo l'eutanasia". I 4 fratelli di Lipari sono sostenuti dalla onlus Sicilia Risvegli e il video integrale del loro appello, scrive Blog Sicilia, verra' trasmesso oggi a Grottammare (Ascoli Piceno), in occasione della conferenza stampa di presentazione del Movimento Vite Sospese che raccoglie pazienti e associazioni accomunati dalla richiesta che le cure con staminali mesenchimali vengano concesse a chiunque ne faccia richiesta. I fratelli Biviano vivono su una sedia a rotelle, Elena e' anche attaccata a un respiratore. Era il 1980 quando, prima a Genova e poi a Milano, viene loro diagnosticata la malattia. Poco dopo nasce Marco, il piu' piccolo dei fratelli, e anche lui ha il destino segnato. Navigando su Internet Sandro viene a conoscenza del metodo Stamina. Palmina, Elena, Sandro e Marco, si legge sul sito, non sanno ancora se potranno sottoporsi alla cura. Ad occuparsi di loro e' la madre, Provvidenza, che ha assistito per anni anche il marito. "Vogliamo essere curati da Davide Vannoni e Marino Andolina - chiede ora Sandro - Non ce la facciamo piu' ad andare avanti cosi', siamo stanchi e non e' possibile che debba essere un giudice o lo Stato a decidere per la vita di altri. Vogliamo solo che ci venga data una possibilita'. E' un diritto che non puo' essere negato a nessuno".

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