Bari, 11 mag. - (Adnkronos) - Variavano da 200 a 500 euro al mese le richieste estorsive che i componenti di un gruppo criminale attivo a Monopoli in provincia di Bari, sgominato stamane, avanzavano a imprenditori e commercianti della zona. Alle prime luci dell'alba i carabinieri della Compagnia della cittadina costiera hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 8 persone (3 destinatarie di misura cautelare in carcere e 5 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili, a vario titolo, di estorsione aggravata in concorso ai danni di diversi imprenditori e commercianti. Un cittadino albanese, destinatario della misura degli arresti domiciliari, e' tuttora ricercato. Il fenomeno estorsivo, secondo quanto accertato, era piuttosto diffuso nel territorio e poteva essere esercitato in modi differenti. I tre maggiori protagonisti, non a caso finiti in carcere, agivano in maniera sistematica e 'professionale' in quanto avevano fatto dell'attivita' illecita una vera e propria scelta di vita, tesa a garantire ingiusti profitti economici. E' stato documentato dalle indagini che il gruppo agiva come "esattori a titolo professionale dei crediti altrui" e cioe' persone che, in virtu' della loro caratura delinquenziale, della capacita' intimidatoria e dell'esplicito atteggiamento minaccioso, erano in grado di proporsi quali 'solutori' di rapporti obbligatori o di dissidi privati tra terzi, esigendo minacciosamente i crediti e ottenendo l'adempimento nelle loro mani di parte del debito. I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra i mesi di febbraio e dicembre del 2012, nel corso del quale sono stati accertati una decina di episodi estorsivi protrattisi per alcuni mesi. Le vittime sono state fatte oggetto di continue intimidazioni verbali e minacce finalizzate al pagamento di somme di denaro (proporzionate all'attivita' e/o al credito recuperato), in alcuni casi utili a "non avere problemi" con le loro attivita', in altri a chiudere, grazie alla loro intermediazione, delle situazioni debitorie precedenti in cui le vittime stesse erano coinvolte. L'indagine e' stata denominata 'Caffe' Stop' (il caffe' era il nome che veniva attribuito al 'pizzo').