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Immigrati: Oss. Romano, Einstein, Chopin, Dali' e Hugo erano rifugiati

domenica 25 agosto 2013

2' di lettura

Citta' del Vaticano, 22 ago. (Adnkronos) - "I rifugiati e i richiedenti asilo, nonostante le dolorose esperienze che hanno dovuto superare nella loro vita, affrontano la loro situazione con notevole coraggio, intraprendenza e creativita'. Essi credono con tutto il cuore che il futuro offrira' loro un cambiamento, con nuove possibilita' e sono fiduciosi di poter ricostruire la propria vita. Personaggi come Miriam Makeba, Albert Einstein, Salvador Dali', Anna Frank, Marlene Dietrich, Victor Hugo, Fre'de'ric Chopin hanno raggiunto uno status speciale nella societa', dopo aver superato tante difficolta'. Ed erano dei rifugiati". E' quanto si legge sull'Osservatore Romano che ospita un intervento di monsignor Joseph Kalathiparambil, vescovo segretario del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti. "L'arrivo di richiedenti asilo in un Paese o in una regione e' solo l'inizio di un lungo processo", sottolinea il vescovo. "Innanzitutto, si deve provvedere a organizzare aiuti di prima necessita', nel pieno rispetto dell'essere umano, sia nei campi profughi sia nei Paesi di arrivo. La persona non puo' rimanere in un campo profughi o in un rifugio in quanto ogni essere umano ha bisogno di un focolare", sostiene ricordando le "tre soluzioni durevoli" individuate negli anni dalla comunita' internazionale, ovvero "il rimpatrio volontario, l'integrazione locale e il reinsediamento in un Paese terzo". Soluzioni che sono - secondo il vescovo - "i modi piu' promettenti per garantire un futuro a coloro che fuggono. Nel tempo, devono essere coinvolti tutti gli attori dello sviluppo in modo che nessun divario esista tra soccorsi e sforzi di ripresa. Il dramma dei rifugiati e delle persone forzatamente sradicate, insieme ai Paesi coinvolti, esige che le infrastrutture sociali ed economiche siano restaurate e potenziate". "Questo richiede sostegno, anche finanziario, per una pace sostenibile, che si prenda cura di istruzione, assistenza medica, riabilitazione, ricostruzione dello Stato e ripresa dell'economia, nonche' di programmi di sminamento, di trattamento di diverse forme di trauma, di smobilitazione e reintegrazione dei combattenti e dei bambini soldato. La ricostruzione sociale deve includere gli antichi partiti avversari cosi' che, nel caso di conflitto interno, sia data loro la possibilita' di vivere assieme come cittadini del medesimo Paese".

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