(Adnkronos) - Quando si e' reso conto delle difficolta' della vittima a restituire il prestito comprensivo degli interessi usurari, poco prima della scadenza di validita' della procura a vendere, ha ceduto l'azienda a sua moglie, impossessandosi cosi' di un compendio industriale del valore di oltre 105mila euro, per una operazione usuraria al tasso del 212%. In pratica, in cambio di un prestito in denaro, l'usuraio ha ricevuto un bene di diversa natura, in questo caso un'azienda. I beni sequestrati sono 3 societa' di capitali che operano nel settore della compravendita immobiliare; 9 rapporti finanziari di conto corrente per un saldo complessivo di oltre 211mila euro; 53 fabbricati a Taviano; 29 terreni agricoli nelle campagne di Taviano ed Alezio. E' significativo come il presunto usuraio abbia dichiarato al fisco nel 2011 solo 340 euro, mentre, negli anni 2008, 2009 e 2010 rispettivamente 19, 28 e 108 euro. Inoltre, al fine di evitare la riconducibilita' a se' dell'ingente patrimonio accumulato, l'indagato, fatta eccezione per un conto corrente di circa 2mila euro, risulta sostanzialmente nullatenente posto che quanto sequestrato risulta di proprieta' della moglie e dei suoi tre figli, sebbene di fatto ne curasse l'amminstrazione.