Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - E' di oltre un milione di euro il totale del risarcimento chiesto dalle parti civili, come provvisionale, per la morte di Stefano Cucchi, deceduto nel reparto protetto dell'ospedale Sandro Pertini a una settimana dal suo arresto per possesso di droga. Le parti civili nel procedimento sono il padre di Stefano Giovanni, la madre Rita Calore, la sorella Ilaria, due nipotini, il comune di Roma e il tribunale dei diritti del malato. Questa mattina davanti alla terza corte d'Assise ha concluso il suo intervento l'avvocato di parte civile per la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, Fabio Anselmo. "Stefano Cucchi - ha sottolineato il legale - era in buona salute, si allenava e andava in palestra. Basta con le affermazioni che non hanno alcuna aderenza con la realta'. Stefano andava messo in galera ma non ucciso". Il legale ha mostrato anche un video di Stefano che ad una settimana dall'arresto si allenava in una palestra di boxe. "Stefano Cucchi - ha detto il legale in un altro passaggio - e' campione del mondo di fratture post mortem. Le fratture sul corpo di Stefano Cucchi sono un elemento fondamentale per mostrare un pestaggio ben piu' feroce di quello che finora e' stato rappresentato. Cucchi e' morto anche a causa dei traumi subiti nei locali di piazzale Clodio, tutti noi lo sappiamo. Smettiamola di dire che la schiena di Stefano e' stata martoriata solo da una caduta perche' non e' cosi' e questo lo dicono tutti i testimoni, medici, non medici e perfino agenti".