Milano, 20 apr. (Adnkronos) - Nessun reato, ne' ricerche fuorilegge o traffici illeciti dietro il ritrovamento del feto all'Universita' Bicocca di Milano. Il pm di Milano Alberto Nobili ha comunicato al rettore Marcello Fontanesi che non c'e' alcun reato configurabile per il ritrovamento (avvenuto il 15 marzo scorso) del feto. Gli investigatori hanno scoperto che la vicenda e' iniziata nel febbraio 2005, quando una coppia di Napoli ha deciso di donare alla ricerca scientifica, dopo un aborto, il feto di 20 settimane affetto dal morbo di Canavan. La coppia avrebbe preso contatto con la professoressa Paola Leoni, la quale si trovava negli Stati Uniti. Con lei avrebbero concordato l'invio del corpicino, ma a causa di problemi burocratici, la donna avrebbe suggerito di affidarlo al collega Angelo Vescovi, che allora lavorava all'ospedale San Raffaele. Quando Vescovi si e' trasferito alla Bicocca, ha portato con se' tutto, compreso il plico contenente il feto che dal 2005 e' rimasto sigillato.