Roma, 21 apr. - (Adnkronos) - Torna una nuova edizione dello sport più divertente e liberatorio del momento: il lancio del telefonino. L'evento, nato nel 2000 in Finlandia, e ormai diventato tutto italiano, si terrà il primo maggio a Porto Sant'Elpidio, in provincia di Fermo, nelle Marche, con la prima tappa della quinta edizione del Campionato nazionale del Lancio del telefonino. I-phone, Smartphone Android, Smartphone Multi-Tasking Dual: Martin Cooper, il manager della Motorola, quando fece la sua prima telefonata da un cellulare nell'aprile del 1973 non poteva, certo, immaginare che in così poco tempo questa tecnologia si diffondesse al punto di non poterne più fare a meno. All'inizio era solo roba per ricchi mentre ora è diventata una prima necessità di cui si sente l'esigenza o forse, addirittura, la dipendenza. E' dal 2000 che in Finlandia si svolgono i Mobile Phone Throwing World Championships, i campionati del mondo di lancio del cellulare, appuntamento che con gli anni ha assunto i canoni della rassegna internazionale radunando sportivi o semplicemente appassionati provenienti da tutto il mondo. Massimo Galeazzi, imprenditore comasco, nel 2009, ha brevettato in Italia e in Europa questo curioso sport che ogni anno mette a disposizione migliaia di telefonini per farli volare su campi di gioco fatti di sabbia, terra, erba o cemento. L'appuntamento della prima tappa del campionato è dalle 14 alle 18.30 nella città marchigiana dove, almeno per un giorno, sarà possibile dare libero sfogo a questo impeto che spesso ci assale: lanciare il telefonino il più lontano possibile! L'edizione di quest'anno, inoltre, riserva una sorpresa in più perché il vincitore dello scorso anno, Francesco Faraglia, informatico di Rieti, tenterà di battere il record mondiale fatto da un finlandese Ere Karjalainel con un lancio di 101 metri lanciando fuori gara, un telefonino di un diverso peso. Dopo la prima gara marchigiana il campionato nazionale si trasferirà in Sardegna il 23 giugno a Quartu Sant' Elena - Cagliari, in Sicilia, in Umbria e in Calabria. Un'occasione che non richiede un allenamento sportivo e che vedrà gareggiare giovani e meno giovani accomunati da un tocco di sana competizione e da un rapporto di amore-odio per un apparecchio cosi' indispensabile, ma troppo spesso anche stressante.