Palermo, 13 set. - (Adnkronos) - "Leggiamo con grande sconcerto una presa di posizione di Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio Sicilia, che trova argomenti risibili e offensivi per delegittimare chi ha appena avuto il coraggio di mandare in galera gli estortori, come e' successo a Castellammare del Golfo a Gregory Bongiorno, presidente di Confindustria Trapani. Stupisce, inoltre, che l'intempestivo attacco di Agen avvenga in contemporanea e sia del tutto simile a quello fatto da alcuni giornalisti". E' quanto dicono in una nota congiunta le associazioni antiracket e Confindustria Sicilia. "Agen tira in ballo a sproposito le associazioni antiracket e si erge a difensore della memoria di Libero Grassi del quale dimostra di non conoscere neppure la data della morte - proseguono -. Sappia Agen che le associazioni antiracket sono costituite prevalentemente da imprenditori che hanno pagato il pizzo anche per anni prima di denunciare e al loro interno non e' mai stata fatta una graduatoria fra i piu' puri ed i meno puri. Con questo spirito il movimento antiracket e Confindustria Sicilia collaborano da anni ottenendo risultati concreti che hanno determinato cambiamenti sostanziali a svantaggio di Cosa nostra. Vedi Gela e Palermo". "Le associazioni nate nel nome di Libero Grassi - prosegue la nota - si impegnano ogni giorno affinche' le denunce aumentino stimolando chi ancora paga a seguire l'esempio dei tanti Gregory Bongiorno che hanno trovato il coraggio di dire basta. Agen piuttosto che cercare argomenti per delegittimare chi denuncia, guardi all'interno della sua associazione e trovera' tante vittime del racket che non vanno offese ma aiutate. E se trovasse fra i suoi iscritti o i dirigenti un rappresentante di una famiglia notoriamente mafiosa, come gli Ercolano di Catania, farebbe bene a liberarsene".