(Adnkronos) - Poi l'Universita' fece retromarcia ed altre idee si sono fatte avanti: da un centro congresso ad un convitto per studenti, da uno spazio dove poter valorizzare la gastronomia locale e la filiera corta ad una scuola di cucina o una struttura per l'infanzia e l'adolescenza. Alla fine ha avuto la meglio la vocazione turistico-ricettiva, valutata dall'Irpet, l'istituto di programmazione economica della Toscana a cui la Regione aveva affidato uno studio, come la via piu' conveniente da battere. La vendita dell'immobile rimane la prima scelta. Come e' gia' accaduto per altri immobili dismessi dalla Regione cio' accadra' attraverso un'asta pubblica. Il bando potrebbe uscire alla fine del prossimo anno, completate le necessarie procedure di stima. In alternativa potrebbe pero' essere presa in considerazione anche l'ipotesi di un affidamento in concessione. L'importante e' far tornare a nuova vita la bellezza trafitta dell'antico ospedale-monastero, magari creando qualche posto di lavoro. Il che, in periodo di crisi, non guasta.