Roma, 16 mag. (Adnkronos) - "La discarica nell'area di Villa Adriana sarebbe un colpo mortale al patrimonio dei beni culturali, non per mancanza di denaro ma per un oltraggio deliberato. Spero che il premier Monti riporti tutto alla ragionevolezza". Non usa mezze parole il presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali, Andrea Carandini, conversando con l'Adnkronos sulla discarica di Corcolle. "Quello e' un sito archeologico importante", ribadisce con forza. "Nell'area dove dovrebbe sorgere la discarica, a ridosso del castello di Corcolle, ci sono gli scavi di quella che e' da identificare come l'antica comunita' latina di Pedum". Quella dove William Shakespeare ambiento' il suo 'Coriolano'. Carandini ricorda la mozione del Consiglio Superiore da lui presieduto che ha definito "assolutamente improprio costruire una discarica in un luogo annoverato tra i siti dell'Unesco e come tale oggetto di un accordo internazionale che obbliga lo Stato a tutelarlo e conservarlo". E poi, secondo l'archeologo, l'eventuale discarica "arriverebbe a una distanza assurda da Villa Adriana, perche' il sito non si limita alla parte scavata, ma c'e' un'ampia porzione ancora da portare alla luce, eccessivamente vicina all'area destinata ai rifiuti. Immaginiamo, qualora la discarica si facesse -dice Carandini- tutti gli uccelli che si pascono di rifiuti. Andrebbero ad abbeverarsi nell'area del pecile di Villa Adriana, ricoprendola di guano. Sarebbe una visione apocalittica", sottolinea. E conclude: "Tutte le forze della politica, i ministeri competenti e la societa' civile sono d'accordo. Non si capisce l'ostinazione del commissario Pecoraro, spero che Monti intervenga e riporti tutto alla ragionevolezza".