Torino, 16 mag. (Adnkronos) - Un elettricista emetteva delle fatture spropositate alle imprese con cui lavorava, che lo pagavano con regolari bonifici, a cui poi restituiva in contanti i soldi, trattenendone una parte per se'. L'ingegnoso sistema messo in piedi da un elettricista di 45 anni nel torinese e' stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Orbassano (Torino): 3 milioni di euro il giro di fatture false che il professionista risultava aver emesso nei confronti di tredici diverse imprese dell'hinterland torinese, operanti nel settore dei servizi. L'uomo e' stato denunciato per l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, mentre i responsabili delle imprese sono stati segnalati all'autorita' giudiziaria per il loro utilizzo. Le Fiamme Gialle sono state insospettite dall'ammontare delle fatture, sproporzionato rispetto alle effettive capacita' dell'artigiano di eseguire prestazioni cosi' rilevanti. Dai primi controlli incrociati tutto era sembrato regolare ma da verifiche piu' approfondite su tutti i movimenti finanziari, molti effettuati in contanti, e' emerso il sistema messo in piedi dalle imprese per non destare sospetti nei verificatori: le tredici aziende pagavano l'artigiano con bonifici per le fatture ricevute, dopodiche' lui, trattenendo una piccola percentuale a titolo di compenso, restituiva la somma in contanti. Attraverso questo accorgimento, indicando nelle dichiarazioni delle imposte dirette e dell'Iva dei costi in realta' mai sostenuti, le imprese riuscivano a pagare meno tasse. (segue)