Venezia, 18 mag. (Adnkronos) - "Quello che stupisce e' la fantasia dei legislatori nazionali e del governo di inventare nuove tasse senza che riescano a indicare una riduzione della spesa. Di certo la nuova, ma neanche troppo, trovata della tassa su cani e gatti e' solo un nuovo modo per riempire casse statali piene di debiti, facendo finta che poi siano i Comuni a 'imporle' autonomamente". L'assessore alla tutela dei consumatori del Veneto Franco Manzato non ci sta al balzello che si profila all'orizzonte per gli animali d'affezione: "non e' una tariffa, non e' una vera tassa di scopo e temo che sara' solo un ennesimo motivo per tagliare ulteriormente i trasferimenti ai comuni 'che tanto avrebbero questa autonomia positiva'. Chi ha il vero debito e lo alimenta e' lo Stato, che e' decisamente elefantiaco e per questo spesso poco efficiente, come oggi ha ben esemplificato il presidente della Save, ma certamente dispendioso. Altro che voragine creata per far vivere gli italiani al di sopra delle loro possibilita"'. "Convengo che questa tassa fara' aumentare o il numero di evasori di fatto innocenti (che magari hanno nell'animale di compagnia un essere vivente sul quale riporre piu' fiducia che su presunti rappresentanti dei loro interessi) o incentivera' il numero degli abbandoni aggravando il problema che dice di voler contribuire a risolvere. Di sicuro - ha concluso l'assessore - per i consumatori e' una ennesima tartassata dopo Iva, Imu e altre 'diavolerie"'.